Sessa_Aurunca
Sessa Aurunca è un comune italiano di 20 006 abitanti della provincia di Caserta in Campania.
Sessa_Aurunca
Storia
Le origini: Suessa
Sessa Aurunca è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli dell'VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, talvolta detti Ausoni, popolazione di origine indoeuropea che si stabilì nel basso Lazio probabilmente intorno al I millennio a.C. Il loro territorio, a sud di quello dei Volsci, era compreso nell'area di Roccamonfina, tra il Liri e il Volturno, i monti Aurunci e il monte Massico. Una delle loro città principali fu Terracina. Socialmente non erano particolarmente evoluti – o almeno così li descrissero i Romani – e costruivano le loro città sempre in cima a un colle a scopo difensivo, con alcune caratteristiche in comune con gli Osco-umbri.
Il territorio degli Aurunci si estendeva dal Circeo al monte Massico, tra i monti Aurunci, i monti Ausoni e il mar Tirreno, organizzato in una Pentapoli con a capo le città di Ausona, Minturnae (il cui nome si fa talvolta risalire al Minotauro cretese), Sinuessa, Suessa e Vescia.
Intorno al IV sec. a.C. il popolo degli Aurunci – forse discendenti dei Tirreni, quindi di stirpe italica – entrò a contatto coi Romani, schierandosi contro di essi e alleandosi coi Sanniti. Le conseguenze furono disastrose: la Pentapoli venne annientata nel 314 a.C., tanto che di Ausona e di Vescia non è rimasto che il nome e poche notizie. Nel 312 a.C. la costruzione della via Appia, che collegava Roma con Capua, interessò anche il sito di Minturnae diventandone il Decumano Massimo, e la città divenne colonia di diritto romano nel 295 a.C. Iniziò così un nuovo periodo di prosperità, che raggiunse l'apice fra I e II secolo d.C., anche per Suessa, non lontana dall'arteria consolare cui venne collegata tramite il ponte Ronaco.
La Sessa preromana fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l'originario nucleo della città benché la superficie troppo esigua per un centro abitato faccia ipotizzare che le mura proteggessero solo un forte militare a difesa della popolazione aurunca. Nel 337 a.C. la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini, in favore della zona dell'attuale centro storico.
La Sessa romana fu una colonia di diritto latino e batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra punica (219-202 a.C.), durante la quale si rifiutò di fornire armi, soldati e denari a Roma. Nel II sec. a.C. vi nacque Gaio Lucilio, considerato l'inventore della satira. In seguito divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a municipium nel 90 a.C.; durante la guerra civile fra optimates e populares si schierò al fianco di Silla, e successivamente con Pompeo. È di questo periodo la cinta muraria, di cui restano le tracce: lunga due chilometri e mezzo con cinque-sei porte, fu realizzata in opus quadratum. Al tempo di Augusto Sessa ospitò una colonia di veterani classarii ed estese i suoi confini.
La posizione vantaggiosa tra la via Appia e la via Latina ne fece un centro di produzione agricola, i cui prodotti poterono essere trasportati verso Roma o verso Capua. Cicerone menzionò Suessa identificandola come un'importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani, per cui la città assunse in alcuni testi il nome di Colonia Iulia Felix Classica Suessa.
In età imperiale Suessa conobbe la sua massima espansione urbana: il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il teatro romano, struttura che poteva contenere più di 10 000 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità; il teatro ha come cornice naturale la campagna con il golfo di Gaeta all'orizzonte. Presso la città sorse una villa, proprietà di Matidia minore, sorella della moglie dell'imperatore Adriano.
Il Medioevo
Al declinare dell'Impero romano, Sessa – diocesi almeno dal V secolo – visse un periodo di decadenza demografica.
Sede di un gastaldato durante la dominazione dei Longobardi, nel suo castello ducale fu redatto il Placito di Sessa Aurunca, contenente una fra le prime testimonianze di volgare italiano. Dopo essere stata interessata dalle vicende storiche dei principati di Capua, Salerno e Benevento e del ducato di Gaeta, vide nascervi l'insigne giurista d'epoca sveva Taddeo da Sessa. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte della Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi.
La signoria dei Marzano ebbe termine nel 1464 e Sessa per breve tempo venne eretta in arciducato. Nel 1507 fu concessa in feudo a Consalvo Ernandes de Córdoba, che aveva portato a termine la definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico con la battaglia del Garigliano e ne aveva ottenuto il titolo di viceré. Apparteneva ad una delle più illustri famiglie di Spagna.
Nel periodo del suo successore, Consalvo II de Córdoba, fu vescovo di Sessa Galeazzo Florimonte (†1565) che ispirò e diede il nome al celebre Galateo scritto da monsignor Della Casa.
Il ducato di Sessa
Vi è stato un primo ducato di Sessa, dal 1360 al 1466, un arciducato, dal 1495 al 1507, e un secondo ducato di Sessa dal 1507 in poi, il cui titolo nobiliare esiste ancora oggi. Le radici dell'antichissima famiglia Marzano, che per prima acquisì il ducato sessano, si perdono nella notte dei tempi; probabilmente prese il nome da un'omonima terra che possedevano in Principato Citra sin dal 1230; ai tempi di re Federico II di Svevia infatti, subito dopo la sua vittoria in Lombardia, sono attestati Riccardo e Giovanni di Marzano.
I Marzano hanno posseduto numerosi feudi tra i quali: Baia, Caggiano, Calvi, Carinola, la rocca di Mondragone, Formicola, Gioia, Laconia, Latino, Maida, Marzano, Monteleone, Monterotario, Rocca d'Aspro, Roccamonfina, Salvitella, Sant'Angelo di Ripacanina, Sant'Angelo le Fratte, Sasso, Sessa, Teano, Tufara, Vallo di Novi.
Dal XIX secolo a oggi
Agli inizi del XIX secolo in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante della provincia di Terra di Lavoro nel Distretto di Gaeta.
Durante la Seconda guerra mondiale il suo territorio venne interessato dai combattimenti avvenuti lungo la linea Gustav fra tedeschi e alleati. La sua popolazione fu vittima di violenze e parte del suo patrimonio culturale venne depredato dalle forze militari di entrambi gli schieramenti.
Nel 1975 venne scorporata la frazione Cellole che divenne comune autonomo.
Simboli

Lo stemma del Comune di Sessa Aurunca è stato riconosciuto con decreto del Capo del governo del 18 maggio 1936. Nello stemma è raffigurato Eracle, nume tutelare del luogo in antichità, nell'atto di strangolare il Leone di Nemea.
Il gonfalone, concesso con regio decreto del 20 aprile 1936, è un drappo troncato di giallo e di azzurro.
- ^ SUESSA - SESSA AURUNCA (Campania), su romanoimpero.com.
- ^ La voce è presente anche in altre lingue di wiki. Elemento wikidata: d:Q119240047
- ^ «Gli Arcadi, primi tra gli Elleni, attraversato l'Adriatico si stanziarono in Italia, condotti da Enotro.. nato 17 generazioni prima della guerra di Troia... giunse all'altro mare, quello che bagna le regioni occidentali d'Italia. Questo si chiamava Ausonio dagli Ausoni che abitavano le sue rive;... e fondò sulle alture piccoli centri abitati... E la regione occupata, che era vasta, fu chiamata Enotria ed enotrie tutte le genti su cui regnò.»
- ^ Giuseppe Tommasino, Aurunci patres, Gubbio, Tipografia Eugubina, 1942.
- ^ (LA) Livio, Ab Urbe condita libri, IX, 25.
- ^ Giovanni Fighera, Lucilio: la satira è totalmente latina, su lanuovabq.it. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Claudia della Corte, Caserta e la sua Provincia, Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, 2001, p. 25.
- ^ Teatro romano di Sessa Aurunca, su cultura.gov.it.
- ^ Roberto Guttoriello, Galeazzo Florimonte: umanista, vescovo e riformatore (1484-1565). Un'analisi storica a partire dal suo epistolario, Todi (PG), Tau Editrice, 2014.
- ^ Sessa Aurunca: il percorso storico verso il 25 Aprile 1945, su generazioneaurunca.com. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ 2ª Guerra Mondiale: quando Lauro salvò la vita al carabiniere Lioi che aveva protetto i suoi giovani dalla deportazione, su generazioneaurunca.com. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Nei paesi delle «marocchinate», su centrostudifederici.org. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Il Museo Civico di Sessa Aurunca e il saccheggio del 1944: non furono i tedeschi, su journalchc.com. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Restituiti a Sessa Aurunca circa 200 reperti trafugati dai tedeschi in guerra, su rainews.it. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ a b Sessa Aurunca, su Ufficio araldica, Fascicoli comunali, Archivio centrale dello Stato, busta 154, fascicolo 11568. URL consultato l'8 giugno 2026.
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Evoluzione demografica
Abitanti censiti

- ^ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
- Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (1183).
- Chiesa di Santo Stefano (XIII-XIV secolo).
- Chiesa di San Giovanni a Piazza (XIV-XVIII secolo).
- Chiesa e convento di San Germano (XIII-XVIII secolo), con interessante interno settecentesco, decorato con stucchi e marmi policromi.
- Chiesa di Sant'Agostino (XV secolo), oggi di forme barocche, conserva all'interno la tomba di Agostino Nifo. Adiacente ad essa è l'ex convento, di forme vanvitelliane.
- Chiesa di San Giovanni a Villa (XIII-XVIII secolo): all'interno, all'altare maggiore, è presente un Crocifisso su tavola dei primi del Quattrocento, mentre agli altari del transetto vi sono due tele di un pittore vicino a Francesco Solimena.

- Chiesa dell'Annunziata (XVIII secolo): di epoca angioina, fu ricostruita dopo il terremoto del 1688 in grandiose e classicheggianti forme rococò tra l'inizio degli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta del Settecento, completata dall'architetto Giuseppe Astarita, tra i migliori allievi di Domenico Antonio Vaccaro. L'interno a croce greca ospita nell'abside dietro l'altare maggiore una pala con l'Annunciazione di Sebastiano Conca, firmata e datata 1758 e restaurata nel 2021.
- Chiesa di San Benedetto.
- Chiesa di San Michele.
- Chiesa di Santa Lucia.
- Chiesa del Santissimo Rifugio.
- Chiesa di San Carlo Borromeo.
- Chiesa rupestre di Santa Maria in Grotta, presso la frazione Rongolise.
- Chiesa rupestre di San Michele in Gualana, presso la frazione Fasani.
Architetture civili

- Castello Ducale (IX-X secolo), costruito in epoca longobarda su fortificazioni preesistenti di età romana, fu rafforzato in epoca normanna e poi sotto l'imperatore Federico II di Svevia, che lo ampliò e consolidò; divenuto residenza feudale nel XIV secolo e poi proprietà pubblica nel XIX secolo, venne destinato ad altri usi fino a diventare sede del Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca.
- Convitto Nazionale Agostino Nifo.
- Fontana dell'Ercole.
- Centrale nucleare del Garigliano, in fase di bonifica.
- Base Nato Proto, situata sotto il monte Massico.
Archeologia
- Teatro romano di Suessa, con adiacente Criptoportico.
- Catacombe dei santi Casto e Secondino.
- Scavi di Suessa.
- Ponte Ronaco, ponte di epoca romana risalente al I secolo d.C.
- Resti della torre di Pandolfo Capodiferro, torre alto-medievale distrutta durante la Seconda guerra mondiale.
Musei
- Museo archeologico nazionale.
- Museo diocesano.
- Ecomuseo del territorio aurunco.
- Mostra permanente del Capitolo.
- Sedile di S. Matteo.
Aree naturali
- Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.
- ^ Paola Coniglio, Sebastiano Conca, Annunciazione, in La Fragilità e la Forza. Antonello da Messina, Bellini, Carpaccio, Giulio Romano, Boccioni, Manet, 200 capolavori restaurati, XIX edizione di Restituzioni. Tesori d'arte restaurati, Catalogo di mostra, Milano, Skira, 2022, pp. 836-845, ISBN 978-88-572-4737-3.
- ^ Sessa Aurunca - Istituto Italiano dei Castelli, su castcampania.it. URL consultato il 20 dicembre 2024.
- ^ Apre al pubblico il Museo archeologico di Sessa Aurunca, su musei.beniculturali.it. URL consultato il 20 dicembre 2024.
- ^ Vedasi energia nucleare in Italia.
- ^ Paolo Virtuani, Nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano, Corriere della Sera, 14 novembre 2017. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Mario Messina, Alla scoperta di una delle basi militari più segrete del mondo, su TVS tvsvizzera.it, 22 maggio 2022. URL consultato il 12 febbraio 2026.
- ^ Catacombe dei Ss. Casto e Secondino, su fotografia.cultura.gov.it. URL consultato l'8 febbraio 2026.
- ^ Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca, su comune.sessaaurunca.ce.it.
- ^ MuDiSe Museo Diocesano Diffuso Diamare Sessa Aurunca, su mudise.it.
- ^ Ecomuseo del territorio aurunco, su ecomuseosessa.it.
- ^ Mostra permanente del Capitolo, su museionline.info.
- ^ Sedile di San Matteo, su catalogo.beniculturali.it.
- ^ Sedile di San Matteo, su tripadvisor.it.
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